Il trombatore era stanco.
Era stanco di trombare donne che gliela davano per il solo gusto di dargliela, o di ragazzine vogliose di scoprire il piacere dato da un cazzo esperto e duraturo come il suo. Era stanco anche di dover sentire il bisogno di masturbarsi ogni volta che stava qualche giorno senza vedere una donna a gambe aperte. Decise dunque di darsi alla meditazione, allo yoga e al training autogeno.
Fece provviste per una settimana e si chiuse in casa.
Dopo le prime ore di silenzio e respiro regolare, squillò il cellulare. Guardò il display e vide scritto Giovannona.
Il trombatore sbuffò. Le grandi natiche di lei e i suoi seni rubicondi gli si figurarono davanti disturbandogli la visualizzazione positiva che stava effettuando. Spense quindi il diabolico strumento e lo gettò lontano tornando ad incrociare le gambe.
Passò un'altr'ora in cui il suo pensiero si distaccò da questo mondo ma poi suonò il campanello. Il trombatore sbuffò nuovamente e si diresse verso il citofono.
- Chi è? - disse con tono burbero e infastidito.
- Trombatore apri, sono io, la Sandrina... dovevamo vederci oggi, ricordi?
- Ah si, ma ho da fare...
- Cos'hai da fare? Dai fammi salire che ti faccio io qualcosa di interessante...
E scoppiò a ridere come una gallinella.
- Non mi rompere, tornatene a casa e fatti un ditalino da sola.
Riagganciò e lasciò staccato il ricevitore. Stavolta non voleva essere più interrotto nella sua meditazione.
Il mezzo fiore di loto gli fece ritrovare la calma e passò così due ore di pace.
Poi però sentì uno strano fruscio. Aprì gli occhi e vide un telegramma che si faceva largo sotto la porta. Il postino aveva colpito ancora. Visto che suonare due volte non gli era servito perchè il citofono era staccato, si era fatto le scale a piedi e aveva adempiuto al suo dovere.
Di nuovo sbuffando il Trombatore raccolse la busta e l'aprì. Veniva dalla Francia, era stato mandato il giorno prima da Corinne. Gli annunciava un suo viaggio in italia e per prima tappa sarebbe passata da casa sua.
"Sarò da te verso le sei di sera" diceva "Ho una gran voglia di riassaggiare la tua cappella....."
Il trombatore guardò l'orologio. Erano ormai le cinque e mezza. In quel preciso istante capì che non ci si può opporre al destino. Tanto valeva arrendersi e mettere in conto una serata di gran sesso. Anzi, già che c'era, avrebbe recuperato il tempo perduto. Telefonò alla Giovannona e alla Sandra e gli diede appuntamento a casa sua per le sei.
Fu così che quando Corinne arrivò, verso le sei e mezza, trovò ad aspettarlo, oltre al trombatore in slip, anche una donna matura e una ragazzina seminude sul letto.
- E loro? - domandò, senza stupirsi però.
- Avevo già fissato un appuntamento con loro e mi scocciava mandarle via.
- Hai fatto bene, saremo in tre a succhiarti il cazzo, basta che la prima sia io.
E senza attendere risposta, si inginocchiò e tirò giù gli slip del trombatore. Prese in bocca il suo uccello ancora barzotta e iniziò a succhiarlò. A quella scena le due sul letto si eccitarono, si tolsero anche la biancheria intima che avevano tenuto e iniziarono a toccarsi a vicenda.
Quando il trombatore le vide farsi un 69 saffico si eccitò tantissimo.
Corinne sentì indurirsi ancora di più quel cazzo in bocca, e la cappella si gonfiò all'inverosimile. Lei allora pompò più forte e leccò con piacere finchè lui le disse:
- Dai tirati su, e venuto il momento di godere anche per voi.
Così fece accomodare le tre donne a pecorina sul letto, una accanto all'altra.
Penetrò per prima Corinne, poi dopo qualche stantuffata passò dentro la fica della Giovannona che godette con vigore. Infine si infilò dentro la umida Sandrina che, nonostante fosse la più giovane, era la più porca e si dimenava come una biscia sotto i colpi del Trombatore. Dopo un po', nonostante lei lo pregasse di continaure, passò di nuovo dietro Giovannona e poi di nuova dentro Corinne. Andò avanti così per un bel pezzo, il cazzo del trombatore soddisfava le voglie delle tre donne che a turno si sentivano sbattute con forza. Il pomeriggio di meditazione aveva potenziato la virilità del trombatore che sembrava non voler venire mai. Ma alla fine, esausto, sentì l'orgasmo salire. Allora fece voltare le tre donne e disse:
- Brindiamo, c'è da bere per tutte!
E mentre Corinne socchiuse gli occhi e aprì la bocca, un caldo getto di sborrà le inondò la faccia. Poi un altro fiotto finì dentro la bocca della Giovannona e un altro ancora sulla faccia e nei capelli della Sandra. Ma il trombatore ne aveva ancora e riuscì a fare un altro passaggio del suo caldo miele sui visi desiderosi delle tre donne. Alla fine, mentre loro si leccavano quel grondante succo, il trombatore si chinò a baciargli le tette e le ringraziò.
Seguirono caffè e pasticcini, poi le donne si salutarono amichevolmente e tornarono ognuna alle loro faccende.
Il trombatore accese la televisione e si trovò di fronte quella fica infinita di Ilaria D'Amico che presentava una qualche partita e, ripensando ai suoi recenti propositi meditativi, esclamò:
- Sono troppo belle le donne, non riuscirò mai a farne a meno…
E per suggellare quella verità, si tirò una sega.