IL TROMBATORE

Storie di un uomo che ama le donne... e le tromba!
giovedì, 17 aprile 2008

Il primo pompino

 Un giorno il trombatore conobbe una donna sulla trentina, fidanzata. In chat, lei gli disse che però non riusciva a fare a meno di avere altri uomini.
Amava il suo ragazzo e non lo avrebbe lasciato per niente al mondo, ma  l'idea che al mondo ci fossero tanti bei cazzi in libertà e lei dovesse prendere semprei l solito, proprio non la reggeva. Così cominciò a tradirlo, tre, quattro, cinque volte. Finchè un giorno lui la scoprì.
L'aveva peditana con la macchina fin dentro il boschetto dove di solito andava a farsi chiavare. L'uomo di quel giorno la fece scendere e la piegò a novanta gradi sul cofano della sua utilitaria. Poi le tirò i pantaloni ed iniziò a stantuffarla con forza. Nessun preliminare, solo sesso bruto. E lei pareva godere come una porca. Il suo ragazzo, nascosto dietro un cespuglio, si senti avvampare, voleva correre e spaccare la faccia a quel coglione e a
quella troia della sua ragazza che si faceva sbattere dagli sconosciuti. Ma mentre pensava così, sentì il cazzo indurirsi nei pantaloni. La visione di quella scena era potentemente erotica ed eccitante. Così meditò una sortita. Si avvicinò piano alle spalle dei due e toccò la spalla di quello che si stava fottendo la sua ragazza. Lui si girò di scatto e si prese paura, ma l'altro gli fece cenno di non preoccuparsi, che continuasse pure. Il porco allora, sentendo che il guardone era complice, sorrise e pigiò con più forza nella fica della sua amante. Intanto il guardone-ragazzo si era tirato fuori l'uccello e se lo smanettava duro. Girò intorno al cofano e si presentò alla
sua donna:
    - Sorpresa!
Lei lanciò un piccolo urlo e cerco di divincolarsi e di fuggire, ma l'uomo da dietro la ripigiò con forza sul cofano e le disse di stare zitta.
    - Sai che sei incredibilmente bella quanto ti fai fottere? Guarda che cazzo che mi hai fatto venire - le disse il suo ragazzo. E mentre lei non credeva alle sue orecchie, gli mise il cazzo in bocca.
    - Tieni, se ti piace tanto succhia anche il mio.
Così la donna si trovò con un cazzo nella fica e uno in bocca. Una
situazione inedita e imprevista ma che la fece venire più volte.
Da quel giorno la coppia fece un patto: lei si sarebbe potuta scopare chi voleva, ma il suo uomo avrebbe dovuto assistere. Lei fu felice di accettare questo patto e lui anche.

Così il trombatore, se voleva scoparsi quella bella fica, perchè di una bella fica si trattava, doveva accettare di farsi guardare dal suo uomo. Non gli era mai successa una cosa simile, ma non esitò a dire di sì. Le novità in campo sessuale lo attiravano molto. E poi questo denotava una gran troiaggine da parte della donna, la qual cosa lo eccitava parecchio.
Così andò a casa di lei che lo accolse alla porta già completamente nuda. Lo portò in camera e si buttò sul letto allargando le gambe. Su di una sedia sedeva il suo uomo già col cazzo barzotto in mano. Il trombatore sorrise e si tuffò a leccare quella fica pelosa che gli veniva così generosamente offerta. Quando la sentì bagnata al punto giusto, si sfilò il cazzo duro e iniziò a penetrarla. Lei mostrava di apprezzare moltissimo, con urla di piacere, e anche il suo uomo iniziava a mugolare, col cazzo ormai diventato
duro in mano.

  Ma successe una cosa imprevista. Il cazzo dell'uomo sulla poltrona era  davvero di notevoli proporzioni, grosso e lungo almeno una ventina di  centimentri, tutto nodoso. E aveva anche una grande cappella rossa, un  vero fungo porcino. Alla vista di quell'uccellone, il trombatore sentì
crescere una strana sensazione. Percepi il suo cazzo gonfiarsi ancora di più
nella fica di lei, e un piacere nuovo salirgli dentro.
Quando l'uomo si alzo e andò a mettere il suo cazzo nella bocca della sua ragazza, il trombatore capì di essere attratto da quel membro e di voler fare
quello che stava facendo quella porca della sua ragazza. Così, cedette alla
pulsione, estrasse il suo cazzo dalla fica e chiese alla donna di
succhiarglielo. Lei lasciò quello del suo ragazzo e prese il suo, mentre lui
prese in mano l'uccellone dell'uomo e iniziò a segarlo. Lui non fece
resistenza e da come sorrideva si vedeva che non era nuovo a certe cose.
Poi il trombatore decise di fare il passo fatidico. Volle provare cosa si  provava a fare un pompino. E quale migliore occasione di quella
cappellona gigante? Si piegò e iniziò ad assaporarla, a leccarla, ma
succhiarla. Quando sentì che lui godeva alla sua lingua, venne, riempiendo
la bocca della donna.
Alla vista della sborra che colava dalle labbra di lei, anche il suo ragazzo  sentì di dover venire, tirò via il cazzo dalla bocca del trombatore, e
avvicinatosi alla faccia della sua donna, gliela riempì con tre potenti schizzi di sborra.
Il trombatore tornò a casa un po' stranito, ma dopotutto contento. Aveva scopato una gran fica e aveva fatto una nuova esperienza. Niente che mettesse in crisi la sua identità sessuale che, anzi, ne usciva sempre più rinvigorita nella sua porcaggine.
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venerdì, 04 aprile 2008

La fica nera

Il trombatore non aveva pregiudizi. A lui le fiche piacevano di tutti i colori:
bianche, gialle, verdi, rosse. Era un esempio di multiculturalità e
antirazzismo. Per lui la topa era bella tutta allo stesso modo. Anche se
alcune preferenze le aveva.
Per esempio, adorava le ragazze nere, perchè avevano fianchi larghi e sodi
e soprattutto perchè i capezzoli spesso erano così scuri, quasi di
terracotta, che davano un fantastico ed eccitante contrasto col resto del
seno.
Era un piacere succhiarli.

Una sera, dopo cena, uscì per fare due passi, e si infilò in un bar che

frequentava da tempo. Ma la novità della serata glielo fece diventare subito
duro. Dietro il banco c'era infatti una splendida ragazza nera, riccia, con
poche tette ma due fianchi da urlo. Il padrone lo vide abbagliato e lo
avvicinò:
- Visto che sventola? L'ho assunta da due giorni, è africana, ha bisogno di
lavorare e io ho bisogno di un'aiuto dietro il banco.
- Che fica... - riuscì solo a dire il trombatore.
- Concordo. E ti dico di più. Al suo paese la tenevano reclusa come una
monaca, e ora che è libera ha una voglia di cazzo che non ti dico. Se ci
provi magari te la dà.
- Tu te la sei già scopata?
Il barista scoppiò a ridere e se ne andò.
Il trombatore non perse tempo, si avvicinò al bancone e ordinò una birra.
La bella ragazza lo servì senza guardarlo.
- Come ti chiami? - esordì lui.
- Non ha importanza - rispose lei.
- Hai ragione. A che ora stacchi?
- Nemmeno questo ha importanza. -
Era tosta la tipa.
Il trombatore prese la birra e si sedette ad un tavolo. Verso mezzanotte la
ragazza iniziò a risistemare il locale in via di chiusura e invitò il trombatore
ad alzarsi. Lui si avviò fuori e si fermò sul marciapiede.
Dopo poco uscì anche la ragazza.
- Posso riaccompagnarti? - domandò lui.
Lei non rispose e si incamminò.
Lui la seguì fin sotto un condominio, povero e con poche finestre.
- Posso salire? - domandò di nuovo lui.
Lei ancora una volta non rispose, ma lasciò il portone aperto.
Il trombatore lo prese come un segnale e salì le scale ipnotizzato da quel
super culo che gli oscillava davanti, scalino dopo scalino.
Entrati nel piccolo appartamento, lei gli indicò una poltrona, poi si tolse i
vestiti e si infilò in bagno. Poco dopo lo scroscio della doccia si fece
sentire.
Al pensiero di quel corpo nudo sotto l'acqua, il trombatore si intirizzì.
Così si spogliò anche lui ed entrò nudo nel bagno, che non era stato
chiuso.
Scostò la tenda della doccia e lei non fu sorpreso di vederlo.
Quando abbassò lo sguardo e gli vide quel cazzo duro, sorrise e senza dir
niente si inginocchio.
Come una preghiera, iniziò a succhiarlo. Quella pelle lucida rifletteva il
neon e sotto l'acqua sembrava una magia. Lei poi era bravissima a
prenderlo in bocca e in pochi minunti il trombatore sborrò. La ragazza non
si ritirò e bevve tutto. Poi si rialzò e porse la spugna al trombatore. Lui
iniziò a lavarla tutta, e dopo poco, ovviamente, davanti a quella visione di
donna, gli tornò duro.
Senza dirle niente la piegò a pecorina e glielo mise dentro.
Lei, reggendosi con le mani alle pareti, iniziò a gemere sempre più forte a
quei colpi possenti. Il trombatore pompava sempre più veloce. Si sentiva il
piacere scorrere dentro e ogni tanto schiaffeggiava quelle chiappe rotonde
e sode che sotto l'acqua rimbombavano ai colpi del suo cazzo.
 Ciaff! Ciaff! Ciaff! Le chiappe suonavano ai colpi dell'uccello del
trombatore, e quella fica sembrava accoglierlo sempre meglio.
Poi il trombatore sentì di stare per venire di nuovo, lo sfilò dalla fica nera e
rossa e si piazzò davanti al viso della ragazza.
Lei istintivamente aprì la bocca e poco dopo fu inondata da tre grandi fiotti
di sborra. Il primo in bocca, gli altri sulla faccia e sui capelli che cercò di
raccogliere con la lingua vogliosa.
I due finirono di lavarsi. Poi si rivestirono e dandosi un casto ed affettuoso
bacio si salutarono.


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mercoledì, 02 aprile 2008

[avevo messo una mia foto a cazzo duro, ma nel giro di dieci minuti mi sono arrivati quattro messaggi privati di giovin signore che mi imploravano di toglierla perchè si stavano sfinendo dai ditalini... le ho dovute accontentare. Se poi riceverò altre richieste in senso contrario, la riposterò...]




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